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B&B Arke,appena
ristrutturato, si trova a 100 mt. da San Pietro Roma,
proprio di fronte
alla cupola. La zona in cui è situato è un ottimo punto di partenza per andare
alla scoperta della nostra meravigliosa città:a piedi potete raggiungere oltre
San Pietro e i Musei Vaticani (1 minuto a piedi), anche il centro storico di Roma (5
minuti a piedi) e Trastevere il cuore di Roma (10 minuti a piedi).
Le stanze, tutte con bagno, sono spaziose, luminose
e arredate con cura. Dispongono di aria
condizionata, tv. La colazione è
comodamente servita nella vostra stanza. Inoltre è ottimamente collegato con
gli snodi di Roma. Dalla stazione Termini si raggiunge con un autobus (64) o
con un treno (FM3), dall'aeroporto con il G.R.A. (uscita 1 Aurelio- San Pietro).
Il padrone di casa inoltre
potrà fornirvi tutte le indicazioni su itinerari storico-turistici e sulle notti
romane necessarie per rendere il vostro soggiorno nella città assolutamente
indimenticabile. E' d'obbligo dirvi che l'accoglienza romana è alla base dei
nostri servizi.
Il bed & breakfast Arke è regolarmente autorizzato dall’Azienda di Promozione
Turistica di Roma.
I Musei Vaticani
conservano una delle collezioni di arte più ricche di tutto il mondo. La
storia dei Musei Vaticani inizia nel 1198 quando Innocenzo III fa
costruire il palazzo papale. Nel 1473 Papa Sisto IV dà inizio ai
lavori per la Cappella Sistina; nel corso del XVI secolo si
aggiungono il Cortile del Belvedere ad opera del Bramante e
inizia a lavorarvi anche Raffaello (nelle Stanze).
I musei all'interno furono istituiti nel XVIII secolo (Museo delle Antichità
Pagane e Museo Sacro); essi raccolgono testimonianze di arte non solo della
cristianità, ma di tutte le culture del mondo. La sezione egizia contiene
reperti portati a Roma durante l'età imperiale e riscoperti negli scavi del
nostro secolo: statue, mummie e papiri. Uno dei reperti più antichi è la
statua in granito di Tuja, madre di Ramesse II, risalente al
XIII secolo a.C.
Non mancano oggetti di arte etrusca e pre-romana, come i reperti della tomba
Regolini-Galassi, rinvenuti nel 1838 presso Cerveteri. Vi sono
inoltre vasi greci datati tra il III e il I secolo a.C. L'arte greca e
romana è testimoniata nel Museo Pio-Clementino, che conserva copie
romane di statue greche, come "L'Apollo del Belvedere", e il "Laocoonte",
una delle opere più famose dell'antichità, scoperto nel 1506 sul colle
Esquilino. L'arte Medioevale è documentata nel museo Pio-Cristiano fondato
da Pio IX nel XIX secolo. Conserva oggetti, iscrizioni e sculture
delle catacombe di Roma, e l'opera più famosa è la statua del IV secolo, "Il
buon Pastore".
Si ricorda anche un'opera significativa del Trecento, il "Trittico
Stefaneschi", di Giotto, che un tempo ornava l'altare dell'antica
basilica di S. Pietro. Infine da non perdere le Stanze di Raffaello,
a ridosso del Cortile del Belvedere, commissionate da Papa Giulio II
e che costituivano i suoi appartamenti privati. Le stanze furono iniziate
nel 1508 e i lavori durarono sedici anni. Gli affreschi sono una delle
testimonianze più autentiche dell'arte rinascimentale, come la "Disputa
del Sacramento", che raffigura il trionfo della verità spirituale, o la
"Cacciata di Eliodoro al Tempio" che dà il nome a una delle stanze
(Stanza Eliodoro, appunto).
La Cappella Sistina è la cappella più importante dei Musei Vaticani, e
prende il nome da Papa Sisto IV. Michelangelo, Perugino,
Botticelli e Ghirlandaio, per citare solo i grandissimi,
affrescarono le sue pareti. Dodici dipinti fanno da cornice al famoso "Giudizio
Universale", una delle ultime opere di Michelangelo finita nel 1541. Fu
commissionata da Papa Paolo III Farnese e rappresenta le anime in
attesa del giudizio divino. Da non perdere l'affresco della volta, con temi
tratti dal Vecchio Testamento, dalla creazione di Adamo, con la scintilla
della vita trasmessa dalle mani, ricche di forza, alla creazione di Eva, al
peccato originale, al diluvio universale. Michelangelo affrescò la volta per
volere di Papa Giulio III, lavorandovi dal 1508 al 1512.
Città del Vaticano, Viale del Vaticano
Autobus n. 23, 81,
492 - Tel: 6983333
Stazione metropolitana: Ottaviano
Orario: 8.45-13.00 Lunedì-Sabato e ultima Domenica del
mese; Luglio-Settembre e periodo
L'imperatore Vespasiano,
primo dei Flavi, nel 72 d. C. decise di trasformare il laghetto adiacente
alla Domus aurea di Nerone in un luogo destinato al divertimento dei
romani: fece così costruire il Colosseo, il più grande anfiteatro
della città, con 527 metri di circonferenza e 57 metri di altezza. I lavori
durarono otto anni, e nell'80 d. C. il Colosseo fu inaugurato da Tito,
figlio e successore di Vespasiano. Al suo interno si svolgevano i giochi,
spettacoli offerti dall'imperatore per il divertimento dei cittadini.
Inizialmente i giochi avevano un significato religioso, per propiziarsi il
favore degli dei. In seguito assunsero sempre più importanza: iniziavano con
gli animali che eseguivano numeri da circo, poi seguivano i combattimenti
dei gladiatori.
Se un gladiatore cadeva ferito, la sua sorte era affidata al volere
dell'imperatore che, con un semplice gesto, decretava la salvezza o la
morte. I primi giochi che inaugurarono il Colosseo durarono cento giorni,
mentre quelli che si tennero nel 248 d. C., per celebrare i mille anni di
Roma, videro il Colosseo invaso da leoni, elefanti, ippopotami e altri
animali africani. I combattimenti tra gladiatori durarono fino al 404 d. C.,
anno in cui furono vietati dall'imperatore Onofrio, mentre i
combattimenti tra bestie feroci scomparvero un secolo dopo. Il nome Colosseo
deriva dalla statua (Colosso) di bronzo di Nerone che si
ergeva nelle vicinanze, della quale l'unica traccia rimasta sono alcune
lastre di travertino che segnano il punto in cui si ergeva. L'anfiteatro
aveva forma ellittica; era prevista un'entrata e un palco (podium) riservati
all'imperatore, mentre i cittadini entravano dagli 80 archi di ingresso,
numerati per permettere un afflusso ordinato.
Si calcola che la capienza fosse di 55.000 spettatori. Gli ampi corridoi
interni consentivano alla folla di entrare senza problemi fino a pochi
minuti prima dello spettacolo. I posti erano disposti per rango sociale su
tre gradinate, mentre la quarta e ultima era riservata alle donne, coperta
da una terrazza e dotata di sedie in legno. Sotto il Colosseo era un
brulicare di passaggi, corridoi e stanze, dove venivano tenuti gli animali.
Questi ultimi erano rinchiusi in gabbie, che venivano solitamente tolte
dalla facciata per costruire i monumenti rinascimentali. Il Colosseo divenne
praticamente una cava, e solo nel 1749, anno in cui Papa Benedetto XIV
lo dedicò alla Passione di Cristo, il saccheggio ebbe termine. Tuttavia il
decadimento del Colosseo continuò fino al XIX secolo, quando fu
completamente ricoperto da erbe di moltissime specie selvatiche (i botanici
dell'epoca ne contarono più di quattrocento).
Solo nel 1870 ebbero inizio i lavori per restituire il Colosseo ai romani, e
nell'ultima decade del secolo scorso si scoprì anche la zona sotterranea.
Oggi del Colosseo si possono ammirare in parte le tre arcate di colonne,
negli stili dorico (quelle alla base), ionico (al centro) e corinzio
(l'ultima), e la zona sotterranea (nella parte interna al centro
dell'arena). Il Colosseo, monumento simbolo di Roma, ha lasciato un ricordo
vivo in molti artisti e letterati: ritratto in molti dipinti (si ricorda la
veduta settecentesca di Antonio Canaletto), ha ispirato anche Lord
Byron nella sua permanenza a Roma, che scrisse alcuni dei suoi versi
prendendo ispirazione da una vista notturna del Colosseo. La tradizione
inoltre suggerisce, dinanzi al Colosseo, di citare la profezia del
Venerabile Beda, storico inglese, secondo il quale "quando cadrà il
Colosseo cadrà anche Roma, ma quando cadrà Roma, finirà il mondo".
Piazza del Colosseo
Autobus n. 11, 27,
81, 85, 87 - Tel: 7004261
Stazione metropolitana: Colosseo
Orario: Lun, Mar, Gio, Sab - h: 9.00-19.00;
Mer, Dom - h: 9.00-13.00; Ingresso a pagamento
È ammesso scattare fotografie.
San Pietro fu
martirizzato nelle persecuzioni ordinate da Nerone dopo l'incendio di
Roma, del quale l'imperatore volle addossare la colpa ai cristiani, come
pretesto per la loro persecuzione. Pietro morì nel 64 d. C. e
Costantino volle edificare una basilica nel luogo in cui era stato
sepolto il santo. La prima basilica fu quindi consacrata da Papa
Silvestro I nel 326: era costituita da cinque navate e la facciata era
abbellita da mosaici. All'interno i fedeli potevano avvicinarsi alla tomba
di Pietro conservata in una cripta ("confessione") e vederla tramite una
botola. Dal V secolo in poi la basilica fu saccheggiata più volte dai
barbari (Alarico nel 410 e Totila nel 546).
Rimase comunque la basilica per eccellenza di Roma, tanto che nella notte di
Natale dell'800 Carlo Magno vi fu incoronato imperatore. Tuttavia
giunti al XV secolo, dopo quasi 1200 anni, la basilica era in condizioni
pessime e si resero necessari i restauri. Papa Niccolò V affidò il
progetto al Rossellino, ma non fu mai portato a termine. I lavori
furono solo di conservazione, fino al 1506, quando il Papa Giulio II
affidò a Giuliano da Sangallo e al Bramante il compito di
progettare una nuova basilica. Fu approvato il progetto del Bramante che
prevedeva una chiesa con una pianta a croce greca.
I lavori iniziarono il 18 aprile di quell'anno, ma alla morte del Bramante
un nuovo artista era pronto a prenderne il posto: Michelangelo.
Tuttavia, prima che gli fosse affidata la direzione dei lavori, inizialmente
Raffaello, poi Giuliano da Sangallo, parteciparono alla vivace
discussione sul futuro della basilica. In particolare i due artisti volevano
riportare la pianta della chiesa alla croce latina. Michelangelo assunse
l'incarico di continuare il progetto nel 1547 da Papa Paolo III. Egli
tornò alla versione con la pianta greca, ma progettò una nuova cupola,
imponente e maestosa. Alla morte di Michelangelo, avvenuta nel 1564, la
cupola non era ancora finita; il progetto fu portato a termine da Giacomo
della Porta e da Domenico Fontana. Nel 1606 la pianta della
basilica fu definitivamente adattata allo schema latino per volere di
Papa Paolo V, che affidò a Carlo Maderno la rifinitura della
facciata. Finalmente nel 1626 fu consacrata la nuova basilica di S. Pietro,
e nel 1629 gli ultimi lavori furono affidati al Bernini: in 120 anni
quindi si espressero in questa basilica i massimi esponenti di Rinascimento
e Barocco, alternandosi alla guida dieci artisti, sotto la protezione di 20
papi.
Le cifre sbalorditive che misurano lo spazio occupato dalla basilica danno
solo una vaga idea della maestosità e imponenza di S. Pietro: è lunga 187
metri, presenta 11 cappelle, 45 altari, oltre 450 statue, 500 colonne e può
contenere fino a 60.000 persone. Le navate laterali misurano 76 metri e
convergono sull'altare, situato al centro sotto il Baldacchino del
Bernini, sovrastato dalla cupola, alta 132,5 metri. Alcuni riferimenti
sul pavimento indicano le dimensioni delle altre cattedrali del mondo. Prima
di entrare nella basilica, si può ammirare il portico, realizzato, come la
facciata, da Carlo Maderno. La porta della Morte è di Giacomo Manzù
(1964). La facciata alta 45 metri e larga 115 è affiancata dalle statue di
Pietro e Paolo (XIX secolo). Entrando a destra si nota subito la
Cappella della Pietà, ove è conservato il celebre gruppo della Pietà di
Michelangelo, che l'artista scolpì a 25 anni nel 1499. La perfezione delle
forme la rende una dei capolavori dell'arte di tutti i tempi. Fu
commissionata da un cardinale francese e poiché la grandezza di
Michelangelo, benché così giovane, cominciava a risultare palese, l'invidia
dei suoi contemporanei aveva fatto spargere la voce che l'opera non fosse
sua. Infuriato, Michelangelo decise di firmare l'opera incidendo il suo nome
sul manto della Vergine: è l'unica opera che il grande artista firmò. Vicino
alla Pietà si possono osservare due monumenti funebri, di Cristina di
Svezia e di Matilde di Toscana, il primo di G. Theodon su
disegno di Carlo Fontana e il secondo del Bernini. Matilde da
Toscana fu la prima donna a essere seppellita nella basilica. Più avanti la
cappella del Santissimo Sacramento cela dietro un cancello progettato
dal Borromini uno dei pochi dipinti della basilica, la "Tavola
della Trinità", di Pietro da Cortona. Passando nel transetto,
sovrastato da due cupole minori del Vignola, si può vedere il
Monumento funebre di Clemente XIII, opera del Canova del 1792,
e alcuni mosaici del XVI secolo. Entrando nell'abside, si può ammirare la
Cattedra di San Pietro, del Bernini, imponente costruzione di bronzo
sorretta da quattro statue dei Dottori della Chiesa. Sopra, una
finestra illumina lo spazio circostante, lasciando intravedere una colomba,
simbolo dello Spirito Santo, le cui ali arrivano a 1,75 metri. Il Bernini
terminò l'opera nel 1666, quando aveva quasi settant'anni. Lo straordinario
gioco di luci, ombre e forme crea un capolavoro, la sintesi del genio del
barocco romano. Affiancano la Cattedra di San Pietro i monumenti funebri di
Urbano VIII e Paolo III, opere rispettivamente del Bernini
(1647) e di Guglielmo della Porta (1577).
Passando sull'altro lato della chiesa, si gira attorno al Baldacchino del
Bernini, commissionato da Urbano VIII nel 1624. Esempio mirabile di stile
barocco, domina la navata e l'altare, dal quale solo il Pontefice può
celebrare la Messa. L'altare risale al pontificato di Clemente VIII (fine
XVI secolo) ed è costituito da un marmo proveniente dal Foro di Nerva.
Il Baldacchino fu realizzato con i bronzi del Pantheon e misura 29
metri di altezza. Le colonne tortili sono ornate dai simboli della famiglia
Barberini (le api), la stessa famiglia di Urbano VIII. Sotto
l'altare, la Confessione, di Carlo Maderno cela la tomba di
San Pietro. Proseguendo lungo la navata centrale, si trova il monumento
funebre di Alessandro VII, realizzato dal Bernini due anni prima
della sua morte, che ritrae il Papa tra le figure della Verità, della
Giustizia, della Prudenza e della Carità. Ritornando all'ingresso della
basilica, si può ammirare il Monumento funebre di Leone XI, in marmo
bianco, realizzato da Algardi (1644), e quello di Innocenzo VIII,
che deriva dalla vecchia basilica, in quanto risale alla metà del XV secolo.
C'è una curiosità nell'iscrizione funebre del monumento: c'è scritto che il
Papa "visse" otto anni dieci mesi e venticinque giorni, anziché "regnò". La
basilica è dominata dalla maestosa cupola.
Il suo progetto mutò molte volte nel corso degli anni: il Bramante l'aveva
immaginata molto più bassa a imitazione di quella del Pantheon. Michelangelo
prima e Giacomo della Porta e Domenico Fontana poi ne aumentarono altezza e
maestosità. All'interno, nei pennacchi sono raffigurati gli Evangelisti,
mentre nella trabeazione è riportata l'iscrizione che cita le parole di
Cristo quando fondò la Chiesa. Per salire alla cupola, occorre uscire dalla
basilica (l'ingresso è sulla destra). A un primo livello si accede al
ballatoio (anche in ascensore), mentre tramite una ulteriore scala di 330
gradini si arriva alla terrazza, che si erge a 120 metri alla base della
Piazza. La vista è unica su Roma: si abbraccia con un solo sguardo i
giardini Vaticani e tutta la città, oltre ad apprezzare il perfetto
equilibrio e la sorprendente simmetria del colonnato del Bernini che
costeggia Piazza San Pietro. Le Grotte Vaticane sono la parte
sotterranea della basilica e vi si accede da uno dei pilastri che sostengono
la cupola. Esse conservano le tombe dei papi e i resti dell'antica basilica,
tra i quali un preziosissimo mosaico di Giotto ("Angelo della Navicella")
del XIII secolo.
Piazza S. Pietro
Autobus n. 64, 49,
81, 492 - Tel: 6984466/6984866
Stazione metropolitana: Ottaviano
Orario: per la Basilica 7.00-19.00 (Ottobre-Marzo
7.00-18.00); per la cupola 8.00-18.00 (Ottobre-Marzo
8.00-16.45); Tesoro 9.00-18.00 (Ottobre-Marzo 9.00-17.00)
A pagamento il tesoro e la cupola
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